Negli ultimi 40 anni l’hip hop ha rivoluzionato il mondo della musica, della danza, della moda, del design, del cinema in sintesi ha influenzato tutte le forme d’arte. L’ hip hop è una cultura nata a New York, nel Bronx all’inizio degli anni 70 e si fonda su 4 elementi: il Bboyng (o Breakdance), il Writing, il Djing e il Rap.

In Italia negli anni 90 si è vissuta quella che da molti viene considerata come la “Golde Age dell’hip hop italiano”. 


Dove nasce l’hip hop italiano? (anni 80′)

 

Il primo approccio del movimento hip hop in Italia risale agli inizi degli anni 80’, grazie al primo tour mondiale di Africa Bambata, a brani come Buffalo gals di Malcom McLaren e a film culto come Wild Style e Beat Street (di cui abbiamo già parlato nell’articolo storia dell’hip hop). Il movimento hip hop americano viene notato anche nelle nostra penisola spingendo alcune persone ad esprimersi in rima. I pionieri della scena hip hop italiana si riunivano in luoghi simboli come “il muretto in Corsia dei Servi a Milano”, “la Galleria Colonna a Roma” e “i Marmi del Teatro Regio di Torino” poi nei centri di molte altre città come Genova e Napoli.

 

In città come Roma si crearono dei gruppi di breaker e writers che si riunivano di pomeriggio e organizzavano dei contest che in poco tempo raggiunsero una risonanza tale che vi partecipavano ragazzi provenienti da Milano e addirittura dall’estero. All’epoca non era ancora chiaro che le diverse discipline facevano parte di un unico movimento: inizialmente si reputava che fosse impossibile fare rap in italiano per via della metrica, degli accenti, di cadenze e di sillabe. Gruff, Pinzu, Mc Shark e Josta sono tra i primi a provarci ma per tutto il decennio nessuno della scena osa incidere dischi rap in italiano.

 


Chi sono i primi rapper italiani della storia?

 

Negli anni 90’ il rap italiano subisce inevitabilmente (come negli anni 80′) l’influenza del rap americano; rapper come Run-Dmc, Public Enemy i De la Soul e i Beastie Boys scalano le classifiche d’oltreoceano: i loro brani vengono trasmessi anche in Italia da “Deejay Television” programma condotto da Jovanotti, che fu uno dei primi a trasmettere musica hip hop in televisione nel nostro paese.

 

Nei primi anni novanta vengono pubblicati i dischi dei “devastated posse” di Torino e dei “power mc” di Ice one e Julie P, ma soprattutto incidono brani hip hop i “radical stuff“, gruppo composto da Sean, Soul Boy, Top Cat e dagli italiani Kaos, Dj Skizo e Dj Gruff.

 

In Italia il rap in una prima fase si diffonde nei centri occupati e nei centri sociali. Con un background misto di Reggae e chitarre distorte si distinguono i “lion horse posse” che al Leoncavallo di Milano registrano le prime demo di rap in italiano. A Roma (a Forte Prenestino) si distingue il collettivo “radio onda rossa” e a Bologna l’isola nel Kantiere (centro sociale) permette a DeeMo e Soul Boy di diffondere la propria musica rap. Soul Boy (originario delle Barbados) fu una figura di riferimento in quegli anni, considerato da alcuni rapper dell’epoca “l’Afrika Bambata” del rap italiano: fu lui ad incoraggiare i rapper di Bologna ad incidere brani hip hop in Italiano.

   


Dischi hip hop italiani old school anni 90′

 

Nel 1990 il collettivo romano “onda rossa posse” incide il primo disco in vinile di rap italiano che contiene il singolo “batti il tuo tempo” – il secondo gruppo che incide un disco di rap in italiano sono gli “isola posse all stars” di Deda, Treble, Speaker Dee Mo e Ghosper D che si fanno conoscere grazie al brano singolo “Stop Al Panico”. Anche La scena bolognese è in fermento in quegli anni e Speaker Dee Mo rilascia nel 1992 l’album “Sfida al Buio”. A Roma invece si fanno notare gli Assalti frontali che incidono l’album “terra di nessuno”.

 

I “Nuovi Briganti” i “Possessione” i Sardi “Sa Razza” e Frankie Hi Nrg con “Fight Da Faida” sono la colonna sonora del rap italiano old school dei primi anni novanta, anni in cui le stragi di mafia hanno scosso la penisola. Nel 1993 Frankie Hi Nrg (rapper siciliano) con il disco “Verba Manent” diventa il primo rapper italiano a pubblicare un disco di hip hop in italiano distribuito da una major.

 

Dj Albertino conduttore radiofonico di Radio Deejay nello storico programma dedicato all’hip hop “One Two One Two” (tutt’ora esistente) ha il merito negli anni 90′ di aver dato visibilità ad artisti come gli Articolo 31 (gruppo legato artisticamente al “muretto” di Milano), agli OTR capitanati da Esa e a Tormento, che nel 1994, insieme al produttore “Big Fish” pubblica il brano “la mia coccinella” che fu il primo di una lunga serie per il duo dei “sottotono“.

 


Chi sono i Colle Der Fomento e i Sangue Misto?

 

I colle der fomento e i sangue misto sono due gruppi di hip hop italiano che hanno cambiato il corso del genere musicale: tanti rapper divenuti famosi nei decenni successivi attribuiscono a loro la scoperta dell’hip hop o influenze artistiche derivanti dai loro dischi incisi negli anni 90′.

 

Il collettivo “colle der fomento” inizialmente si chiamava FDC ed era composto da:  Primo, Grandi numeri, Danno, Masito e Piotta. Successivamente a cavallo tra il 1990 e il 1991 la formazione del gruppo si compone definitivamente con Danno, Masito e Piotta. Il gruppo hip hop di Roma si differenzia dagli altri dell’epoca per le sonorità hardcore hip hop utilizzate all’interno dei propri brani ed inizia ad incidere le prime demo verso la fine del 1992. Dopo l’incontro con il produttore Ice One pubblicano nel 1994 il singolo “sopra il colle” e nel 1996 debuttano ufficialmente con l’album “Odio Pieno” che ben presto diventerà un classico dell’hip hop italiano old school.

 

I SANGUE MISTO

Gli “isola posse all star” sono stati uno dei gruppi hip hop di Bologna degli anni 90′ formato da MC e produttori come Dj Gruff che nel 1993 ha pubblicato il suo primo doppio LP hip hop dal titolo “la rapadopa” dove rappa e dirige le voci di Neffa, Deda, Kaos, Esa, Carry D, La Pina e Papa Ricky. Quest’album si distingue dagli altri dell’epoca per l’impiego di strumenti acustici all’interno delle basi hip hop italiane accompagnate da sample (campioni audio) e da brani di sole strumentali con interventi di scratch e voci con l’eco.

 

Successivamente al disco hip hop di Dj Gruff alcuni membri degli isola posse all star percorrono strade diverse e così Deda, Neffa e lo stesso Dj Gruff decidono di formare un nuovo collettivo che prende il nome di “sangue misto“. Nel 1994 i sangue misto pubblicano uno dei dischi old school più importanti della storia dell’hip hop italiano dal titolo “SxM” che diventa negli anni un culto dell’hip hop: il disco si distingue dagli altri hip hop degli anni novanta grazie a sonorità diverse da quelle sentite sino ad allora e grazie alla modalità di scrittura dei testi ed incastri delle rime; Deda e Neffa utilizzano all’interno del disco degli slang nuovi, particolari ma molto musicali.

 

 


Hip Hop old school italiano seconda metà anni 90′

 

Durante la seconda metà degli anni 90′ la scena hip hop italiana è in fermento; escono diversi album tra cui “dritto al cuore” di Left Side, Mauri B e Next One (che riceve un buon riscontro anche negli Stati Uniti). Nel 1996 Neffa pubblica il suo album solista dal titolo “Neffa e i messaggeri della dopa” e con il singolo “aspettando il sole ft. Giuliano palma” riceve un riscontro nazionale importante e porta l’hip hop italiano ad un livello pop, sia a livello di vendite che di passaggi in radio e televisione. Nel 1997 un giovane Fabri Fibra e Dj Lato con lo pseudonimo di “uomini di mare” pubblicano la demo “Dei di mare quest’el gruv” che porta attenzioni da parte della scena al rapper di Senigallia grazie anche a recensioni su riviste importanti negli anni novanta come “aelle” seguita da Paola Zukar.

 

Altri artisti di spicco nella seconda metà degli anni 90′ sono sicuramente Frankie Hi Nrg, che dopo l’album pubblicato nel 1993 si conferma figura di spicco dell’hip hop italiano anche nel 1997, con il singolo “quelli che benpensano“. I già citati Sottotono e gli Articolo 31 pubblicano album e brani singoli che arrivano ad una fetta di pubblico sempre più importante e vantano diverse apparizioni in televisione e concerti live dove partecipano oltre 3000 persone.

 

Verso la fine degli anni 90′ escono album hip hop di: Bassi Maestro, Lou X, La Famiglia, Chief & Soci, Dj Enzo, Dj Lugi e i mixtape degli ATPC e di Dj Double S. Nel 1999 il produttore Fritz da Cat pubblica un album di riferimento per l’hip hop italiano stiamo parlando di “novecinquanta” (nome preso dal campionatore utilizzato per comporre le basi del disco) che vede la partecipazione di Fabri Fibra, Turi, Inoki, Joe Cassano, Kaos etc. Nel 1999 esce anche l’album dei “sacre scuole” collettivo di Milano composto da Jake la Furia, Dargen D’amicoGuè Pequeno.

 


Hip Hop italiano primi anni 2000

 

Nei primissimi anni del 2000 l’hip hop italiano subisce un declino a livello di popolarità e di vendite, fino a quando rapper come Mondo Marcio, Fabri Fibra ed Inoki entrano a far parte di Emi/Virgin, Universal e Warner Music e pubblicano rispettivamente i dischi “solo un uomo” (che diventa disco di platino), Tradimento (anche questo in sei mesi diventa disco di platino) e Nobiltà di strada (che riceve ottimi riscontri).

Successivamente si distinguono gruppi come I Club Dogo (trio leggendario di milano), Ensi, Marracash, il TruceKlan, Jack The Smoker, Egreen e tanti altri rapper che danno vita nuova all’hip hop italiano che diviene sempre più popolare fino a quando, intorno al 2015, subisce l’influenza trap che tutti noi conosciamo e diventa addirittura tra i generi musicali più importanti d’italia sia a livello di vendite/certificazioni che a livello di attenzione da parte del pubblico.

 


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