Mixare voci Hip Hop e Trap

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Mixare voci Hip Hop e Trap

Tra gli step più importanti per la realizzazione di un brano Hip Hop/Trap professionale troviamo il mixaggio delle voci: mixare voci in modo appropriato richiede dimestichezza ed abilità uditive, richiede inoltre saper padroneggiare tecniche audio per conferirgli un ruolo di spicco all’interno del brano (ricordiamoci che nella musica Hip Hop e Trap la voce ricopre un ruolo di primo piano, quindi va trattata con un occhio di riguardo).


 

PREREQUISITI – REGISTRAZIONE

Nell’articolo come registrare e mixare una voce rap ci siamo occupati di spiegare le operazioni più importanti per la registrazione audio in studio.

In questo articolo parleremo di come mixare le voci, dando per scontato che la registrazione effettuata, quindi le tracce che mixeremo, saranno ottimizzate in questo modo:

1 – Il picco massimo della registrazione deve rimanere SEMPRE sotto gli zero dB di pressione sonora.

2 – La registrazione deve essere pulita, amici che parlano in sottofondo, finestre aperte e condizionatori non aiutano di certo.

3 – Il filtro anti pop sia stato posizionato davanti al microfono e il rientro delle cuffie sia adeguato.

 



MIXAGGIO

Dopo aver inserito le tracce vocali all’interno del nostro software di registrazione, possiamo procedere con le varie operazioni di mix:

1 – Editing

2 – Volumi – Pan-Pot

3 – Equalizzazioni

4 – Controllo dinamiche

5 – Riverberi & Delay

 


1) EDITING

Le fasi di editing sono le meno piacevoli dal punto di vista creativo ma fondamentali per la buonuscita del brano: si suggerisce di fare editing da riposati, in un ambiente tranquillo e con il volume delle casse monitor settato ad un livello di “conversazione” normale.

Nello specifico fare editing significa:

1. Pulire le voci Hip Hop & Trap in ogni loro parte significativa

2. Allineare cori e sovraincisioni alle voci principali

3. Gestire le macro dinamiche

4. Intonare le voci con Autotune e Melodyne

1) Pulizia delle voci Hip Hop e Trap in ogni loro parte significativa

Per pulizia voci Hip Hop e Trap si intende l’ottimizzazione del materiale audio con: rimozione dei rientri delle cuffie e delle parti dove non deve suonare nulla, rimozione dei respiri meccanici e gestione multibanda delle sibilanti.

Lo scopo ultimo di queste fasi è assicurarsi voci che suonano “solo quando devono”, piacevoli all’ascolto e con “meno problemi” possibili. Queste operazioni si possono semplicemente svolgere con i tools di selezione, forbice etc. + un de-esser settato per lavorare sul range di frequenze in cui le esse lavorano (dai 5000 ai 12000 Hz circa).

 


 

2) Allineamento cori e sovraincisioni alle voci principali

L’allineamento delle “doppie” e delle “sporche” (o svuoti) consente di valorizzare l’idea del cantante; si rivela spesso vincente l’impiego di sovraincisioni intonate in maniera differente rispetto alle voci principali.

Anche per svolgere queste operazioni di editing si utilizzano i tools ed il time stretch (con il quale possiamo modificare la durata di un evento audio). Durante la fase di allineamento voci rap e hip hop bisogna lavorare per far si che attacchi e code siano perfettamente allineati alle voci principali!

 


 

3) Gestione delle macro dinamiche

Se durante il mix vero e proprio ci occuperemo di comprimere le voci adeguatamente, durante l’editing, interverremo per far si che all’interno di una traccia tutte le regioni lavorino a volumi medi “simili”; se cosi non fosse basterà isolare la porzione di regione interessata ed aumentare (o diminuire) il gain.


 

4) Intonazione delle voci con Autotune e Melodyne

Melodyne è più complesso, permette infatti di intervenire su ogni parametro significativo di pitch e time stretch; il suo impiego è apprezzato soprattuto in brani a carattere pop, country, jazz e nei brani hip hop e trap cantati piuttosto che in brani rap “rappati”

Con l’Autotune invece possiamo modificare le voci e ricreare (in modo quasi automatico) il tipico effetto robotico che tanto va di moda. Per questo scopo suggeriamo i modelli “Autotune” prodotti dalla software house” Antares” e” Waves Tune Real-Time” prodotto da” Waves Audio”.

Sia che intoniamo voci con Autotune, sia che intoniamo voci con Melodyne è fondamentale conoscere la tonalità del brano sul quale stiamo lavorando. Se stiamo mixando un brano con una base presa da youtube la prima cosa da fare è trovare la scala utilizzata dal compositore della strumentale.

 


2) REGOLAZIONE VOLUMI E PAN-POT

VOLUMI

Per regolazione dei volumi si intende l’equilibrio tra i vari strumenti (in questo caso le voci) che si trovano all’interno del brano. L’allineamento dei volumi è tra le fasi più importanti di una produzione musicale ed è consigliabile effettuarlo “ad orecchio”, assicurandoci di evitare qualsiasi tipo di distorsione.

Nella maggior parte dei brani la sezione che più conta è il ritornello, quindi si consiglia di allineare subito le voci che ne fanno parte e via via quelle delle strofe, dei bridge, degli special etc.

Sia le doppie che le sovraincisioni possono essere allineate con tutti gli strumenti del brano in play, sia per trovare la giusta relazione con le voci principali che con gli altri strumenti del brano (PS: mixa sempre nel contesto!!).

PAN-POT

Ascoltando attentamente brani hip hop e trap di successo si nota subito quanto questi suonino più “aperti e spaziosi” rispetto a produzioni amatoriali. Durante i Pan-Pot oltre che allargare il mix dobbiamo assicurarci di lasciare spazio alle voci principali (che nella maggior parte dei casi suoneranno al centro).

Per allargare il mix ci basterà spostare voci da un lato e contrapporne altre nel lato opposto, per lasciare spazio alle voci principali basterà mandare in play tutte le voci e spostare quelle che mascherano le voci principali: aiutati pure con degli analizzatori stereo come “Paz Analyzer di Waves”.

Per quanto riguarda i Pan-Pot più creativi per mixare voci hip hop e Trap puoi scrivere automazioni o affidarti a Plugins come “PanCake di Cableguys” (Freeware) e PanMan della software house Soundtoys. Entrambi si occupano di spostare automaticamente un suono da destra a sinistra (e viceversa) nelle nostre casse

 


3) EQUALIZZAZIONE

L’equalizzatore è lo strumento in grado di modificare il volume delle frequenze e si utilizza sulle voci sia per rimuovere frequenze non necessarie, sia per attenuare risonanze indesiderate che per esaltare la timbrica: per le fasi di Eq possiamo affidarci ad equalizzatori parametrici (Fab Filter Pro-Q2 va benissimo) ed equalizzatori semiparametrici (Ssl, Neve, Maag Audio, Tube-Tech etc.).

Di seguito uno specchietto riassuntivo con le frequenze più (o meno) importanti delle voci:

  • Dai 20 Hz fino agli 80 Hz non troviamo niente probabilmente, come filtro è buona cosa impostarlo a 12/24db per ottava (se abbiamo rumori di fondo come il condizionatore possiamo rendere il filtro più a 90 gradi), aiutati con l’analizzatore di spettro per interventi precisi.
  • Dagli 80 Hz ai 180 Hz bisogna fare attenzione, con voci maschili registrate in piccole stanze potrebbero esserci delle risonanze: se la voce va in conflitto con il basso, cerca in quest’area e scava dolcemente con un eq.
  • Dai 180 Hz ai 240 Hz è una zona difficile per i cantanti microfonati molto vicino; troviamo risonanze con effetto cartonato, gonfio: è la prima area che controlliamo su voci maschili. Se la voce suona ovattata, lanosa o cotonata invece di aumentare le alte frequenze ritocca le basse in quest’area prima; solitamente 1/3 db di cut con fattore q medio sono sufficenti.
  • Intorno ai 500 Hz si trova il “suono nasale” della voce per molte persone e spesso troviamo una risonanza molto fastidiosa: gestisci bene l’attenuazione e la larghezza della campana per un intervento selettivo e funzionale.
  • Dai 600 Hz ai 2300 Hz ci sono delle medio frequenze che suonano quasi sempre bene in ogni registrazione, attiva la funzione cuffia nel Fab Filter Pro-Q per individuare la zona in cui la voce si sente meglio (anche un paio di db di boost possono fare la differenza).
  • Dai 2300 hz ai 4000 Hz c’è una “zona” difficile perché molto del suono digitale si trova in quest’area (quella timbrica scricchiolante che vi fa strizzare gli occhi quando ascoltate la traccia), un sacco di convertitori hanno problemi in questa fascia e rendono la voce appuntita.
  • Intorno ai 5000 Hz c’è un punto interessante: 5000 Hz è la zona aspirata della voce, con microfonazioni ravvicinate possiamo perdere questa parte interessante perchè il microfono è sommerso delle basse frequenze date dall’effetto di prossimità.
  • Sopra i 5000 Hz troviamo le frequenze delle “s”: nella maggior parte dei casi (a meno di grossi problemi) è meglio lasciarle stare, se abbiamo le “s” fastidiose le tratteremo con un de-esser o a mano.
  • Tutto ciò che sta sopra è aria e non viene percepita come brillantezza, è più come se ci fosse uno spazio sopra la testa, come se la voce stesse andando in cielo, il che è un bell’effetto.

 

N.B: non farti ingannare dalle curve, assicurati di ascoltare ed apportare un reale valore aggiunto alla voce.

 



4) COMPRESSIONE

Con una buona compressione le voci suoneranno “piazzate” e presenti durante tutto l’arco del brano: alternare momenti in cui suonano alte a momenti in cui si sentono poco non è professionale!

Diversi sono i compressori in commercio, alcuni con risposte lenti, alcuni più puliti ed affidabili, altri più colorati: io personalmente consiglio di comprimere le voci con dei compressori “must” come gli 1176 (FET) e gli LA-2A o LA-3A (ottici).

Ecco come settare il compressore BENE:

1 – Abbassa attacco e rilascio ai minimi termini facendo lavorare parecchio il compressore (con parametri di treshold e ratio estremi)

2 – Rilascia in sequenza: attacco (fino a quando la voce riacquista naturalezza), rilascio (in modo da gestire l’aggressività del compressore), Treshold e Ratio (con le quali stabiliamo la soglia d’intervento).

3 – Regola il volume di uscita con il Make-Up Gain per riportare il volume pari a quello precedente la compressione.

Si consiglia di mantenere sempre una certa naturalezza sulle voci principali, e di gestire i parametri di attacco e rilascio per enfatizzare (o meno) i transienti e/o le code.

Se per le voci principali si predilige una certa trasparenza diverso è per le sovraincisioni: trova un impiego funzionale/creativo infatti comprimere con settaggi “più spinti” sia per favorire l’amalgamarsi delle voci che per esaltarle nel contesto del brano.

 


5) RIVERBERO

Tra gli ultimi step di mix voci (ma non meno importante) troviamo la riverberazione del suono: il riverbero aiuta a creare l’immagine di un suono “tridimensionale”. Con il riverbero possiamo collocare le voci in uno spazio sonoro che può ricreare le caratteristiche di un luogo specifico (montagna, chiesa, galleria ecc.) o più artificiale.

Esistono diversi tipi di riverberi in commercio: se il nostro obiettivi è collocare voci in ambienti relalistici, i riverberi a convoluzione sono i più indicati; in commercio troviamo i Lexicon, IR-1 e H-Reverb di Waves Audio. Per risultati più “artificiali” invece si consigliano Valhalla Room e Valhalla Vintage (eccezionali).

La scelta del riverbero è importante, può migliorare (o peggiorare) notevolmente le voci, è per questo che si consiglia di utilizzare riverberi di tipo “Plate” e “Room” per “colorare senza allontanare”. Per applicazioni più sperimentali i riverberi di tipo Hall (che simulano una tipica sala da concerti) e quelli di tipo reverse (molto utilizzati dal rapper Travis Scott) sono ottimi.

 

DELAY

Il delay può risultare utile in diversi ambiti e situazioni all’interno di un brano, sulle voci può essere utilizzato per collocarle in un’ambiente tridimensionale oppure per ricreare effetti eco con lo scopo di riempire degli spazi vuoti.

Per ricreare un’ambiente tridimensionale utilizzeremo un delay molto “corto” settato con time e feedback bassi; per riempire gli spazi vuoti della traccia invece, possiamo settare il delay in maniera più creativa; specialmente su sporche e svuoti è musicale alzare i parametri per favorire la scorrevolezza del brano ed aumentare il coinvolgimento dell’ascoltatore.

Tra i plugin in commercio che si occupano di Delay consigliamo H-Delay di Waves Audio e Replika di NI.

 


UN REGALO PER TE

Le tecniche descritte in questo articolo richiedono pratica, costanza ed impegno. Per questo motivo abbiamo deciso di creare il foglio Pdf  “mix check list” nel quale troverai un elenco con tutte le operazioni di mix. Buona musica 🙂

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