La storia della Roland 808

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Gli inizi

Nel 1980, il fondatore della Roland Corporation, Ikutaro Kakehashi, creò una drum machine che avrebbe rivoluzionato il modo di concepire e produrre musica nei decenni a venire. Non subito, però, ne verrà apprezzato a pieno il valore.
La neonata Roland TR-808, infatti, non ebbe un immediato successo commerciale come ci si potrebbe aspettare. Sul mercato ai tempi era presente un importante concorrente, la Linn LM-1, ovvero la prima drum machine che faceva uso di suoni campionati digitalmente; nonostante il prezzo decisamente più elevato rispetto alla TR-808 (5000 dollari rispetto ai 1200 della Roland), la Linn LM-1 era apprezzata e preferita per la capacità di riprodurre suoni in maniera più realistica. Ma la TR-808, grazie anche al fatto di essere più accessibile economicamente, riuscirà a creare una sorta di attrazione nel mondo underground che le varrà negli anni a venire lo status di vero e proprio oggetto di culto.

 


 

Caratteristiche e particolarità

 

1 – l’originalità

La caratteristica principale della Roland TR-808, quella che probabilmente (e ironicamente) ha più influito sul suo successo, è lo scarso realismo dei suoni percussivi riproducibili: più che rappresentazioni di una batteria vera, sembrano interpretazioni “futuristiche” e robotiche di tali suoni. Questo particolare, nonostante possa essere scambiato per un difetto, conferisce alla drum machine una assoluta originalità, che permise a questo strumento di creare un vero e proprio punto di rottura rispetto alla produzione musicale precedente.

 

2 – la programmabilità

La TR-808 permette, grazie ai suoi 16 pad, di creare dei loop percussivi della lunghezza di 8 barre (quando si scrive in 4/4), dato che la memoria permette di programmare fino a 32 unità ritmiche, scorrendo i pad presenti per due volte. Questa caratteristica (comune alla Linn LM-1), nel momento in cui lo strumento uscì sul mercato all’inizio degli anni 80’, fu una vera e propria rivoluzione, che permise ai producers di non avvalersi solo di campionamenti di loop ritmici preesistenti, ma di crearne di propri.

 

3 – Intuitività e prezzo

Come già accennato, al momento dell’uscita sul mercato, il prezzo di una Roland TR-808 era di circa 1200 dollari (oggi, è quasi impossibile trovarla a meno di 2000 dollari!). Questo la rese molto competitiva, e fu parte del merito del suo successo.

La Roland TR-808 è anche uno strumento estremamente pratico e intuitivo. Sulla superficie del box metallico di cui è costituita si trovano in basso i 16 pad rappresentanti le unità ritmiche, nella parte alta dei regolatori di pochi parametri per ogni strumento (volume e in alcuni pitch/tono e decay), in alto a sinistra un selettore dello strumento ritmico da programmare e un regolatore per il tempo e infine in basso a sinistra un pulsante di start/stop. Grazie alla semplicità di utilizzo, questo strumento permise a molta più gente di approcciarsi al mondo della produzione musicale, anticipando in qualche modo l’era dei “bedroom producers”.

 


 

Il punto di rottura: Planet rock e Afrika Bambata

Nell’Aprile del 1982, il pioniere dell’hip hop Afrika Bambaataa rilascia un singolo che rappresenta una transizione storica a livello musicale: “Planet Rock” è infatti il primo brano di questo genere ad essere suonato interamente con strumentazione elettronica e nella quale si trova un utilizzo massiccio della TR-808. I nuovi suoni utilizzati, tra i quali uno dei più iconici è sicuramente la “cowbell” tipica della 808, e il mood “futuristico” del pezzo ottenuto grazie a campionamenti azzeccati ma soprattutto alla Roland, ne fanno un successo immediato nell’undergound; ad oggi Planet Rock, nonostante sia una traccia hip hop, è considerato come un brano pionieristico dei generi electro, house e trance, soprattutto per il metodo con cui è stato prodotto utilizzando la famosissima drum machine. Il metodo di comporre pattern ritmici, infatti, ha contribuito al cambio di concezione della musica da un insieme di passaggi armonici e melodici ad una serie di sequenze, ritmiche (composte con la drum machine) e melodiche, che si ripetono durante tutto il brano.

Nello stesso anno, la Roland TR-808 appare per la prima volta in un brano di grande successo commerciale, aumentandone la fama e il riconoscimento anche nel mainstream: si tratta di “Sexual Healing” di Marvin Gaye, che si apre con un pattern di kick, clap, snare e hats generato dalla iconica drum machine.

 


 

Gli anni Ottanta: la TR-808 diventa protagonista

Dopo i successi di Planet Rock e Sexual Healing, la TR-808 continuò ad essere utilizzata in modo massiccio durante tutto il decennio degli anni ’80, in particolare nel genere Hip Hop, ma non solo: grazie alla sua semplicità e immediatezza di utilizzo, furono in molti ad adottare questo strumento come il principale protagonista delle proprie produzioni.

Un altro singolo di enorme successo che vede impiegata la 808 nella sua produzione è “It’s Yours” di T La Rock del 1984: il brano, prodotto da Rick Rubin, producer destinato a diventare leggenda e molto legato allo strumento, presenta un massiccio utilizzo della TR-808, e in particolare del kick di questa, usato come vera e propria linea di basso; fu una mossa pionieristica che anticiperà l’utilizzo simile nel genere Miami Bass prima e nella Trap odierna poi.

Nel 1986, Rick Rubin produrrà Licensed To Ill per i Beastie Boys, che sarà il primo album Hip Hop ad arrivare in cima alle classifiche Billboard: un traguardo importantissimo che, oltre a dar maggior visibilità e importanza al genere, esalterà ulteriormente le potenzialità della 808. In una traccia dell’album, “Paul Revere”, il pattern ritmico della Roland venne registrato in backward, ottenendo un effetto del tutto particolare e innovativo, rendendo la traccia in questione una delle più iconiche dell’album.

La TR-808 venne utilizzata durante gli anni 80 anche in molti altri generi: oltre alla già citata “Sexual Healing”, anche artisti R&B del calibro di Whitney Houston impiegheranno lo strumento nella propria musica (“I Wanna Dance With Somebody” ne è un esempio), o la SOS Band in “Just be Good To Me”; la drum machine verrà addirittura utilizzata nel genere Rock, dove ci si aspetterebbe l’impiego di un batterista “umano”, come nel caso della hit “Psycho Killer” dei Talking Heads.

 


 

Gli anni ’90 e 2000: la TR-808 nella Miami Bass e nel Southern Hip Hop

La Roland TR-808, tuttavia, non smise di avere successo una volta terminato il suo “decennio d’oro”. Nella seconda metà degli anni Ottanta e all’inizio dei Novanta, infatti, cominciò ad avere molto successo un genere nato nel sud della Florida, caratterizzato da un utilizzo massiccio della iconica drum machine e da un tempo più veloce rispetto alla musica dance: si tratta della Miami Bass, genere tipicamente da dancefloor, concepito dunque per far ballare la gente in pista e caratterizzato da tematiche più leggere ed “esplicite” rispetto all’hip hop classico.

Un aspetto caratteristico del genere a livello musicale è l’utilizzo del kick della TR-808 a mo’ di basso, come aveva già avuto modo di sperimentare Rick Rubin nel 1984: la Roland presenta infatti, nella parte alta dove sono presenti i vari regolatori, il settaggio Decay nella sezione del Bass Drum (ovvero il kick), con il quale si può gestire la lunghezza del kick stesso, facendolo diventare quello che oggi conosciamo con il termine generico (e improprio, in un certo senso) di “basso 808”, onnipresente nella Trap. Grazie alla possibilità, tramite un altro regolatore, di settare il pitch, la cassa poteva essere utilizzata proprio come un basso ed essere impiegata per comporre melodie e sequenze, creando le cosiddette basslines.

Oltre al kick, un altro elemento molto apprezzato ed utilizzato della drum machine nel genere fu il clap: secco, deciso e “finto” (ma originale), venne impiegato quasi allo sfinimento, anche (e soprattutto) nelle evoluzioni successive del genere, come il Southern Hip Hop, precursore della Trap odierna: Lil Jon in particolare, all’inizio degli anni 2000, fu un avido utilizzatore della drum machine ed in particolare del suo accattivante handclap.

 


 

La TR-808 oggi: le repliche digitali e la Trap

Si può dire con assoluta certezza che la Roland TR-808 è uno strumento che ha superato il test del tempo. Nelle produzioni odierne, infatti, l’eredità della leggendaria drum machine è chiaramente percepibile: sebbene siano in pochi a poter utilizzare lo strumento originale (vennero infatti prodotte solo 12.000 unità di TR-808 fino al 1983, anno in cui venne discontinuata la produzione a favore della nuova TR-909), grazie all’evoluzione tecnologica e alle tecniche sempre più incentrate su concetto “in the box” (ovvero produzioni complete eseguite unicamente tramite software interni alla DAW), si è assistito nell’ultimo decennio ad un numero esponenziale di drum kit che includono suoni campionati dalla TR-808, o sintetizzati con l’obiettivo di riprodurla nel modo più fedele possibile.

I maggiori produttori hip hop odierni, tra cui Metro Boomin, 808 Mafia, Mike Will Made It e Sonny Digital, fanno largo impiego dei drum kit ispirati alla TR-808, oltre che rilasciarne di propri: il kick “allungato” di Rick Rubin prima, della Miami Bass e Southern Hip Hop poi e della Trap oggi, è un elemento ormai onnipresente e fondamentale, nonché suono specifico con cui molta gente identifica il genere stesso.

Gran parte dei singoli Hip Hop che ad oggi dominano le classifiche, se non addirittura tutti, usano qualche elemento derivato dalla Roland TR-808, e non solo: la 808 è ormai onnipresente anche nel Pop, nella Dubstep, nella Techno e nell’R&B. Si può quindi dire con certezza che, senza questa magnifica invenzione, la musica oggi non sarebbe la stessa.

 

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