La nascita del Gangsta Rap

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La nascita del Gangsta Rap

Il Gangsta Rap è un genere di musica Hip Hop che è divenuto popolare a partire dagli anni novanta, come conseguenza dello stile di vita violento di alcuni quartieri americani, in cui povertà e criminalità erano (e in alcuni casi lo sono tutt’ora) all’ordine del giorno.

Poter (e potersi) raccontare “senza censure” è sempre stato un vantaggio per chi scrive testi rap, il gangsta rap è un genere di musica hip hop che nasce per necessità di chi racconta le difficoltà quotidiane del proprio quartiere, le difficoltà sociali/razziali ma anche il riscatto socio/culturale di chi ce l’ha fatta.

 


Lo stile

I testi

A livello musicale, il Gangsta Rap è caratterizzato da testi crudi, aggressivi e realistici, che rispecchiano le difficoltà incontrate dagli artisti del genere nella vita di tutti i giorni: potrebbe essere considerato una sorta di reportage dal ghetto, con temi che includono sparatorie, violenza e guerre tra gang, consumo e smercio di droga, misoginia e eccessi di ogni genere; non mancano tuttavia i brani più rilassati, di evasione, che creano atmosfere più di “festa” (soprattutto delle cosiddette house party, ovvero le feste in casa), nelle quali comunque si avverte o si fa riferimento esplicito alla realtà non semplice che si è costretti ad affrontare ogni giorno. Data la natura iperrealistica del genere, lo sviluppo delle tematiche si svolge prettamente sotto forma di un vero e proprio storytelling, spesso in prima persona. Tra le tracce più importanti e significative di questo tipo, troviamo “Gin and Juice” di Snoop Dogg, estratto dal suo album “Doggystyle” rilasciato nel 1993, e “It Was a Good Day” del rapper Ice Cube, dal suo album The Predator del 1992.

Questo tipo di rap è anche ricco di dissing, ovvero tracce prodotte appositamente per denigrare, insultare o minacciare qualche avversario, solitamente un’altro rapper con il quale si è creato dell’astio (come nel caso della traccia “Fuck wit Dre Day”, prodotta e rappata da Dr. Dre in collaborazione con Snoop Dogg indirizzata a Eazy-E).

A volte invece il dissing è indirizzato a qualcuno di esterno al rap game, a volte è indirizzato a un’intera categoria, e in questo caso può prendere le sembianze di una vera e propria denuncia sociale: caso emblematico di questo tipo è il brano Fuck tha Police degli N.W.A, estratto dal loro album del 1988 Straight Outta Compton. La traccia in questione può essere considerata un vero e proprio dissing alle forze di polizia di Los Angeles, che venivano accusate di abuso di potere e accanimento violento ai danni dei cittadini di colore.

 


 

Le strumentali e il sound

Le strumentali del Gangsta Rap sono tipicamente di impatto, spesso semplici ma incisive. Soprattutto nelle fasi primordiali del genere, (nella seconda metà degli anni ottanta) si possono notare molte similarità con l’hip hop Old School: batterie ”grosse”, scratch del dj e voce del rapper molto riverberata. La parte melodica e armonica è spesso ridotta all’osso se non completamente assente: 6 N the Mornin’ di Ice-T è un’ottimo esempio che rispecchia tutte queste caratteristiche. Con l’evolversi del genere, tuttavia, il sound diventerà più complesso e “tipico”, slacciato dall’hip hop vecchia scuola: durante gli anni ’90, ad opera soprattutto di Dr. Dre ma anche di artisti come Dj Quik e il gruppo Above the Law, si assisterà ad una vera e propria fusione del Funk con l’Hip Hop, dando vita al sottogenere G-funk, caratterizzato da un maggior utilizzo di parti suonate e registrate a discapito dei samples e da un groove e melodie tipicamente funky; suono emblematico del genere è sicuramente il famosissimo funky worm utilizzato da Dr. Dre in praticamente ogni traccia del suo album The Chronic del 1992, ovvero un suono molto acuto prodotto con il sintetizzatore Moog.

 


La storia

Gli inizi

La vera culla dell’hip hop è New York. I primi artisti rap di questa grande città hanno creato negli anni settanta un sound e una cultura che ha dato voce ai giovani neri delle città d’America. Mentre nella Grande Mela si sviluppava questo nuovo movimento culturale, sulla costa ovest degli Stati Uniti la storia era diversa. A Los Angeles, infatti, la scena musicale e gli artisti dei primi anni ottanta erano lontani dal sound hip hop.

Il cuore della vita notturna di L.A. erano le feste, tenute solitamente presso piste di pattinaggio o sale da ballo, alle quali era presente un DJ attrezzato con un paio di giradischi e un mixer accompagnato eventualmente da delle band che si esibivano live: si suonava principalmente techno e funk, generi predominanti all’epoca nella zona di Los Angeles. Alcuni gruppi tuttavia, influenzati dal nuovo sound hip hop della east coast, crearono uno stile musicale che fondeva queste influenze con la techno e l’electro funk: uno tra questi, decisivo per il successivo sviluppo del west coast rap, fu il “World Class Wreckin’ Cru”, che fece il suo debutto nell’anno 1984. Tra i componenti di spicco del gruppo ci furono Dr. Dre, DJ Yella, e Lonzo Williams. Il loro sound aveva però molto più in comune con la musica di Prince e Funkadelic rispetto a quella dei Run DMC, ad esempio. A dare invece il primo imprinting “gangsta” alla musica losangelina fu il rapper Ice-T.

 


 

Il primo approccio “Gangsta”

Ispirato dallo stile di vita delle gang di strada, il rapper Ice-T sentì di dover documentare ciò che vedeva e viveva tutti i giorni. Produsse così nel 1987 il singolo “6 ‘N the Mornin'”, che a livello testuale si presenta come una sorta di “inno di strada”, documentando la quotidianità di gangster e spacciatori dell’epoca. La strumentale del brano è minimalista, lo storytelling è infatti accompagnato da una ritmica semplice e incisiva; una vera e propria novità nel panorama musicale di L.A.

Nonostante con “6 ‘N the Mornin'” si sancisca solitamente la nascita del gangsta rap, Ice-T afferma che la sua fonte di ispirazione principale per mettere in rima le difficoltà di strada dei quartieri di L.A. fu il brano “Park Side Killers” del rapper di Filadelfia Schoolly D, artista che trattava temi come il realismo urbano, la violenza e la spavalderia sessuale. Possiamo considerare dunque Schoolly D come il primo vero gangsta rapper della storia, anche se furono poi gli artisti della west coast, come appunto Ice-T con il suo singolo, a dare reale importanza a quel sound e a renderlo un genere a sé stante.

 


 

Gli N.W.A

Mano a mano che le strade di L.A. diventavano più pericolose, (a causa anche dell’arrivo del crack) i DJ electro come Dr. Dre, Arabian Prince e DJ Yella reagirono alla nuova realtà, adottando un sound diverso, più lento, più minaccioso e più incentrato sul raccontare una storia e uno stile di vita, nonostante per il momento la musica più gettonata nei locali (e ancora suonata da Dr. Dre stesso) fosse ancora l’electro. I tre artisti, insieme a Eazy-E, MC Ren e Ice Cube, fondarono, nel 1986, il gruppo gangsta rap N.W.A, acronimo di niggaz with attitude, all’interno dell’etichetta Ruthless Records, fondata un anno prima da Eazy-E, Dr. Dre e il manager Jerry Heller.

Gli N.W.A si riveleranno essere uno dei gruppi più influenti della storia del gangsta rap, se non dell’intera epoca degli anni novanta. Appartenenti al violentissimo quartiere losangelino di Compton, dal quale provenivano tutti i membri, il gruppo componeva testi spesso apparentemente inneggianti a criminalità, violenza, spaccio di droghe, vita di strada e misoginia, che ben rispecchiavano il clima che si respirava a Compton, ma anche di protesta contro i soprusi subiti dalla popolazione afroamericana da parte della polizia.

 


 

Il disco gangsta per eccellenza: “Straight outta Compton”

Il singolo di “svolta” degli N.W.A è stato “Boyz-n-the hood”, rilasciato nel 1987. Scritto da Ice Cube (quasi come una sorta di continuo di 6 ‘N tha Mornin’ di Ice-T) e cantato da Eazy-E, fu questo brano a dare una direzione artistica definitiva al gruppo. Si tratta anche in questo caso di uno storytelling della giornata tipo di un gangster di Los Angeles, accompagnato da una produzione minimale composta da batteria, sample di synth, hits tipici dell’hip hop anni ’80 e scratch sul ritornello. Ciò che però sarà di fondamentale importanza per la scena musicale di L.A. fu il disco “Straight Outta Compton”, pubblicato l’8 agosto del 1988. Con questo album, che ebbe un successo incredibile, il gangsta rap si fece posto nel mainstream musicale di Los Angeles, spodestando la techno e la electro, e inoltre spostò il fulcro della scena hip hop sulla west coast. Nell’album si testimoniava la repressione che si sentiva nelle strade di South Central L.A. e si esportava questa visione ad un pubblico molto più ampio di quello che l’hip hop aveva potuto avere fino ad allora. Fu proprio questo il motivo per cui Straight Outta Compton fece tanto scalpore e attirò così tanto l’attenzione dei media: il gangsta rap arrivò anche nei quartieri “bianchi”, e moltissimi ragazzini con nessuna affiliazione al ghetto o alla vita di strada cominciarono ad ascoltare il genere ed esserne influenzati, tanto da rendere i gangsta rapper degli eroi della nuova generazione.

Fu un singolo estratto dall’abum, in particolare, ad attirare l’attenzione dei media e, addirittura, dell’F.B.I.: Fuck tha Police, nel quale il gruppo si scaglia apertamente contro i soprusi effettuati dalle forze dell’ordine di Los Angeles a danno della popolazione afroamericana. Il culmine dello scandalo legato a questo brano si raggiunse durante un concerto a Detroit, nel 1989, dove la polizia invase il palco per cercare di arrestare i membri della crew, dopo che il divieto imposto loro di cantare Fuck tha Police non fu rispettato.

 


 

L’evoluzione verso un nuovo stile

La costa ovest aveva dunque oramai attirato l’attenzione di tutta l’America. Dopo lo scioglimento degli N.W.A nel 1991, Dr. Dre registrò un album da solista che avrebbe cambiato il futuro dell’hip hop e della cultura popolare americana, ovvero The Chronic. Rilasciato il 16 settembre 1992, l’album richiamava rispetto ai precedenti lavori con gli N.W.A un clima più spensierato, più simile all’atmosfera delle house party (feste in casa) di L.A., seppur conscio dei tempi pericolosi che correvano e dei vari problemi che affliggevano i quartieri popolari. Le produzioni di Dr. Dre in questo album, di livello elevatissimo e con un utilizzo più massiccio di strumenti a discapito dell’impiego di campionamenti rispetto all’hip hop degli anni precedenti e a quello della costa est, presentano un groove e una ritmica funky, che contribuirono a spostare nuovamente il west coast rap verso un’altra direzione, composta dalle influenze gangsta del rap e dalla musica funky onnipresente a L.A.: il G-Funk.

 


 

La lotta per il predominio

L’impatto e l’influenza degli N.W.A prima e di Dr. Dre con il suo The Chronic poi avevano spostato l’attenzione del mondo Hip Hop sulla west coast. Dr. Dre faceva allora parte della Death Row records, guidata da Suge Knight, che vantava artisti del calibro di Snoop Dogg (che ottenne un enorme successo col suo album G-Funk Doggystyle del 1993), Tha Dogg Pound ma sopratutto il celeberrimo Tupac Shakur.

Questo spostamento di “focus” non fu tuttavia gradito a tutti sulla east coast, che si vide strappato il suo scettro finora indiscusso sul mondo hip hop: in particolare tra la Bad Boy Records, casa discografica guidata da Puff Daddy e comprendente artisti del calibro di Craig Mack e The Notorious B.I.G, e la Death Row si creò un acceso clima di tensione e rivalità, per assicurarsi il predominio su un mercato che stava diventando sempre più lucrativo.

 


 

Questa contesa per il primato sul mercato musicale fu marchiato dai media come una vera e propria faida, una guerra tra east e west coast (nonostante in realtà, almeno all’inizio, si trattava poco più che di frecciatine). Questo contribuì ad aumentare ulteriormente l’esposizione del rap (e in particolare del gangsta rap) ad un pubblico ancora più ampio, e inoltre creò una sorta di rivalità nei fan dell’una e dell’altra scena, impattando in maniera indelebile la cultura hip hop degli anni novanta.

La situazione diventò molto più seria dopo che a Tupac vennero sparati cinque colpi in uno studio di registrazione di New York il 20 novembre del 1994. Il rapper accusò la Bad Boy Records, e in particolare Notorious B.I.G. (fino ad allora suo grande amico), di essere il mandante dell’attentato. Quando nel 1995 Notorious B.I.G. pubblicò il brano Who Shot Ya?, la situazione precipitò. Il brano sembrava infatti essere una sorta di rivendicazione di Notorious B.I.G. per la sparatoria che aveva ferito Tupac nel 1994; Shakur, sicuro della responsabilità della Bad Boy Records, pubblicò nel giugno del 1996 il singolo Hit ‘Em Up, ovvero il dissing probabilmente più famoso della storia del gangsta rap: costruito su un campionamento del brano Don’t Look Any Further di Dennis Edwards, la traccia prende di mira in maniera pesante, tra minacce di morte e ridicolizzazioni varie, Notorious B.I.G. e Puff Daddy, ma non risparmia neanche gli altri artisti della Bad Boy Records, oltre che altri nomi importanti della east coast, come i Mobb Deep. Il brano è considerato un vero e proprio classico del Gangsta rap, seppur fu criticato per l’eccessiva istigazione alla violenza che proponeva, e probabilmente a buona ragione: il 7 settembre 1996, in seguito all’ulteriore inasprimento della faida, Tupac verrà colpito a morte da diversi spari a Las Vegas. Notorious B.I.G. subirà la stessa sorte pochi mesi dopo, il 9 marzo del 1997.

Dopo questi due tragici omicidi, le rivalità furono finalmente deposte: le due coste avevano perso i loro esponenti più importanti, e grazie all’enorme esposizione mediatica tutto il mondo ormai conosceva il clima di ostilità e le difficoltà che il gangsta rap raccontava nei suoi testi.

 

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