Come suonavano le prime basi musicali hip hop?

da Mag 7, 2020

 

Ti sei mai chiesto come suonavano i beat hip hop agli albori del genere? In questo articolo cercheremo di descrivere le caratteristiche delle strumentali delle prime canzoni hip hop della storia, registrate negli Stati Uniti a cavallo tra gli anni 70 e 80.

 


HIP HOP UN ERRORE RICORRENTE

 

Quando si parla di hip hop si fa spesso l’errore di ritenerlo un genere nato recentemente, diciamo che il genere a livello internazionale è abbastanza giovane ma a livello americano esiste da qualche decade e si colloca stabilmente tra i generi più ascoltati in assoluto.

Ufficialmente l’hip hop è nato nel 1973 a New York e quest’anno compie 47 anni! In quasi cinquant’anni di storia c’è stata una profonda evoluzione del genere, sia nei beat che nel flow degli artisti.

Nel 2020 siamo abituati a lasciarci trasportare dai sintetizzatori, dal basso 808 e dalle percussioni incalzanti della trap. Quest’ultima rappresenta tuttavia solo il più recente sviluppo del mainstream dell’hip hop ed è arrivata al termine di un processo lungo decenni. Le prime canzoni hip hop erano infatti molto diverse da quelle di oggi.

 


CARATTERISTICHE DEI PRIMI BEAT HIP HOP 

Pur essendo l’hip hop nato nel 1973, le prime canzoni di questo genere sono state registrate tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80. Andiamo ad analizzarne le caratteristiche nel dettaglio.

 

  1. Una forte influenza funky

Dimentichiamoci il largo impiego di sintetizzatori utilizzati al giorno d’oggi. I primi beat avevano una forte influenza funky, genere molto in voga negli Stati Uniti dell’epoca e che si può quindi considerare un vero e proprio padre dell’hip hop a livello musicale. Questo significa che uno strumento fondamentale di questi beat era il basso, strumento del resto importante in tutte le fasi dell’hip hop. Il basso utilizzato nelle origini era però quello caratteristico del funky con dei riff incalzanti e sincopati, senza i quali la struttura del brano veniva meno.

Altro strumento fondamentale era la chitarra, il cui sound era caratterizzato da accordi e ritmi dal sapore esclusivamente funky.

Le percussioni suonavano molto diverse rispetto all’evoluzione successiva del rap. In generale possiamo dire che avevano una complessità maggiore e presentavano numerose variazioni all’interno del brano: il tradizionale “bumbumciak” è stata una semplificazione successiva

In questo contesto i sintetizzatori non erano del tutto assenti ma avevano un ruolo secondario e minoritario.

 


 

  1. Durata interminabile 

Le prime canzoni hip hop avevano una durata lunghissima! Trovare un pezzo che dura meno di sei minuti è davvero difficile. Brani lunghi circa dieci minuti erano la norma e addirittura alcuni superavano il quarto d’ora! Perché accadeva questo, ci si potrebbe chiedere? Il fatto è che l’hip hop è nato in modo abbastanza casuale: gruppi di persone si trovavano a ballare al ritmo di canzoni dance e funky in presenza di un deejay, il quale con il tempo ha cominciato a parlare sulla base per scaldare la folla. Da qui, in sintesi, ha avuto origine l’hip hop. Risulta chiaro che, per ballare, la gente aveva bisogno di brani di una certa lunghezza e, per questo motivo, i primi pezzi hip hop duravano così tanto. 

 


 

  1. La nascita del campionamento

I primi beat non avevano melodie originali, bensì melodie prese da pezzi funky esistenti: nasceva infatti già a quell’epoca l’usanza hip hop di campionare brani e di utilizzarli come impalcatura intorno alla quale costruire tutto il beat.

 

  1. I bpm dei primi beat

I bpm dei primi beat viaggiavano intorno ai 100 BPM ed erano quindi una via intermedia tra gli attuali 130 e oltre della trap e quelli tra gli 80 e i 90 di east e west coast.

 

  1. Accenni alle voci

Per quanto riguarda le voci, si può dire che il flow delle prime canzoni hip hop era molto diverso rispetto a quello di oggi: si trattava di una sorta di cantilena non troppo varia seppure molto originale, canticchiata e scandita quasi come se fosse una filastrocca.

 


ALCUNI BRANI DA ASCOLTARE

 

Ci sono alcuni brani appartenenti a quest’epoca che non puoi ignorare se sei un cultore dell’hip hop. Il primo pezzo che ti consigliamo è Rapper’s Delight degli Sugarhill Gang: si tratta del primo pezzo rap della storia che ha avuto un successo strepitoso e che ha fatto da apripista per tutte le esperienze successive. Incisa nel 1979, Rapper’s Delight dura ben 14 minuti e ha tutte le caratteristiche tipiche dei primi beat hip hop. Il sound funky è riscontrabile in tutti e tre gli strumenti principali, vale a dire le percussioni, la chitarra e il basso. Quest’ultimo riprende le note del pezzo Good Times degli Chic ed è suonato e non campionato. Il pezzo divenne famoso al punto che anche altri gruppi hip hop successivi incisero la loro versione di Rapper’s Delight. 

Altra canzone rilevante degli Sugarhill fu Rapper’s Reprise, fatta in collaborazione con The Sequence, un trio hip hop tutto al femminile. Di queste ultime si consiglia il brano Funk You Up, che è stato campionato vent’anni dopo nientemeno che da Dr. Dre in Keep Their Heads Ringin’, brano contenuto nell’album 2001, pietra miliare del rap di tutti i tempi.

Un altro pezzo importante dell’epoca fu Rappin and Rocking the House, canzone lunga oltre 15 minuti e cantata dai Funky Four Plus One. Anche in questo caso risalta lo stile funky del beat, presente addirittura nel nome del gruppo. Quest’ultimo si caratterizzava per il fatto di combinare le voci maschili dei membri con la voce femminile della cantante Sha Rock.

Questi sono solo alcuni titoli ed è impossibile farne una lista esaustiva, dato che già all’epoca le strade americane cominciavano a riempirsi di MCs, pionieri di un genere destinato ad avere uno strepitoso successo negli anni successivi.

 


 

TUTTO INIZIÒ LÍ  QUELLO FÙ IL GIORNO UNO

Il sound dei primi beat potrà forse sembrare un po’ strano a noi ascoltatori del 2020 abituati alla trap. Tuttavia, non dimentichiamoci che quella fu l’origine di tutto.

Molti rapper nei loro pezzi si vantano di essere stati presenti sulla scena dal giorno uno, ossia da quando esiste il rap. Ebbene, a scanso di equivoci il giorno uno si trova lì, tra le strade di New York alla fine degli anni ’70, in mezzo ai ritmi sincopati del funky e ai loop interminabili: l’hip hop è nato lì e da lì è partito per conquistare il pubblico mondiale fino ai giorni nostri. 

Ricordiamocene e molto probabilmente sentiremo l’eco di quei tempi anche tra le note dell’ultimo singolo trap di successo.

 

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